VENERDÌ 5 SETTEMBRE, ORE 21, AL MUSEO DEL MARE DI CAMPO MARZIO, IL NUOVO APPUNTAMENTO DEL CICLO “MARESTATE – NAVIGANDO NELLA SCIENZA”

Che i mari, a eccezione delle acque costiere o territoriali, siano liberamente navigabili, oggi sembra scontato, ma non sempre fu così. Ancora nel secolo XVI molti mari erano considerati proprietà di questa o di quella Casa regnante, al pari di un qualsiasi territorio. Il Re di Spagna, ad esempio, si considerava proprietario di una buona metà dell’Oceano Atlantico (l’altra metà apparteneva al Portogallo) e i suoi galeoni cannoneggiavano ogni nave straniera che incrociavano.
Rimanendo più vicino a noi, la Repubblica di Venezia si considerava la legittima proprietaria del Mare Adriatico e dei suoi prodotti, muovendo guerra anche a chi senza il suo permesso s’azzardava a realizzare una semplice salina, come nel caso di Trieste. Il concetto che il mare dovesse essere di libera fruizione, affermatosi nei Paesi Bassi nel secolo XVI, fu ripreso dall’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI d’Asburgo che agli inizi del secolo XVIII decise di estenderlo anche al Mare Adriatico.
Il preteso diritto di esclusiva su quest’ultimo mare da parte della Serenissima non era, però, il solo problema: se Venezia – Uscocchi permettendo – riusciva, bene o male, a tenere l’Adriatico libero dalle incursioni dei pirati, al di là dello Stretto d’Otranto questi la facevano da padroni. Dalle loro basi in Medio Oriente e in Nord-Africa i pirati ostacolavano ogni commercio e soltanto navi potentemente armate potevano sperare di attraversare impunemente il Mediterraneo.

Le vicende politico-diplomatiche e militari che portarono alla libera navigazione dei mari, permettendo così lo sviluppo commerciale del porto di Trieste, saranno l’oggetto della serata di “Marestate – Navigando nella Scienza” che si terrà venerdì 5 settembre, con inizio alle ore 21, nel giardino del Civico Museo del Mare (via di Campo Marzio 5), con il titolo “Trieste e la libera navigazione sul mare fra XVI e XIX secolo, nelle carte governative dell’Archivio di Stato di Trieste”.
I relatori di questa serata saranno fra i più competenti in questa specifica materia: Ugo Cova, noto studioso e già direttore dell’Archivio di Stato di Trieste, Paolo Marz, cultore di Storia Patria e autore di pubblicazioni di notevole spessore, Grazia Tatò, già direttrice degli Archivi di Stato di Trieste e di Gorizia e attualmente presidente – fra i vari incarichi – della Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia.

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