Ponte giochi. Lo sport a bordo

Mostra realizzata dal Civico Museo del Mare di Trieste
nell’ambito della sezione “Stili di Bordo”,  approfondimento dedicato agli sport praticabili sulle navi da crociera e transatlantici negli anni ’30

Magazzino 26, Porto Vecchio
venerdì, sabato e domenica  dalle 10 alle 19
ingresso gratuito

“Ponte giochi. Lo sport a bordo”

Una selezione di fotografie tratta dall’archivio del Lloyd Triestino racconta gli sport e i giochi praticati a bordo delle navi e dei grandi transatlantici. Scatti che mostrano le traversate sulle motonavi “Saturnia” e  “Vulcania” tra bagni di sole e passeggiate, con il tempo scandito dalle tante occasioni di svago lungo i ponti e nei saloni.  Attività fisica e buona cucina, ambienti eleganti e attrezzate palestre, cortesia e ospitalità: tutti marchi della grande tradizione e dello stile delle compagnie di navigazione italiane.
Lo Sport deck e il Sun deck, il Promenade deck su cui si affacciavano le sale da lettura e da scrittura, la sala da tè e quella da fumo, e poi la sala giochi per i bambini, la piscina coperta, la palestra o sala da ginnastica, il bagno turco, fanno da quotidiana cornice allo scorrere delle miglia marine.
Dai programmi di viaggio è facile comprendere come la vita a bordo fosse animata da  “feste e giuochi sportivi”. Si poteva partecipare a balli, rappresentazioni cinematografiche, concerti,  oppure iscriversi a tornei di tiro a segno e al piattello, bridge e altri giochi di carte, golf, tennis – disciplina sostituita in caso di mare mosso dal lancio del cerchio -, ping pong, bowling e birilli, gare di nuoto, fino allo shuffleboard (praticato facendo scivolare con dei lunghi bastoni dei dischi in un’area delimitata e suddivisa per punteggi).
Per gli allenamenti di scherma, spesso fatti con un maestro, ci si poteva organizzare tanto all’aperto quanto nelle palestre. Quest’ultime offrivano cyclette, pesi, pungiball, vogatori e cavalli elettrici cui selezionare l’andatura, dal passo, al trotto, al galoppo.
L’attenzione per l’equitazione si esprimeva anche attraverso la passione per le corse: sagome di cavalli in corsa erano spostate in avanti da addetti dell’equipaggio, fino a toccare la linea che segnava il traguardo, secondo l’esito del lancio dei dadi. Come nei più rinomati ippodromi, le scommesse non mancavano.
Dépliant di viaggio, realizzati con l’apporto di importanti artisti come Marcello Dudovich o Franz Lenhart, descrivono nel dettaglio questi aspetti della vita di bordo.