LLOYD Deposito a vista

La collezione del Civico Museo del Mare

al Magazzino 26 del Porto Vecchio
dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 17 / ingresso libero

Risalgono al 2012 gli atti con cui Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste stabilivano il trasferimento dei beni della Collezione del Lloyd al Civico Museo del Mare.
Un percorso iniziato nel 1991 quando la Regione avendo acquistato da Finmare il palazzo di piazza Unità per farne la sede della Presidenza della Giunta, era entrata in possesso della raccolta. Raccolta poi ulteriormente integrata da Finmare nel 2002. Sono 6.195 i beni della collezione del Lloyd attualmente presenti negli inventari del Museo del Mare, molti di questi sono stati presentati al pubblico in occasione della mostra “Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo”, tenutasi nel 2016 presso la Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio.
Oggi il Comune di Trieste compie un ulteriore passo nell’ottica della valorizzazione dell’importante fondo in un contesto quanto mai appropriato. Nell’ambito del Magazzino 26 del Porto Vecchio, fulcro del Polo Museale e sede del futuro Museo del Mare, viene allestita non una mostra, ma una sezione del museo stesso dedicata al Lloyd.
Un percorso pensato come un “Deposito a vista”, destinato a far conoscere la ricchezza qualitativa e quantitativa del fondo, punto di partenza per ricerche e studi. Un itinerario permanente che vuole essere anche auspicio per ulteriori donazioni: la storia del Lloyd è lunga, articolata e complessa e per essere restituita appieno ha bisogno ancora di integrazioni. Visitando questa esposizione appare chiaro che le vicende del Lloyd austriaco e triestino si intersecano con il più ampio quadro della marineria. Acquisti, fusioni, acquisizioni di navi e di rotte portano il Lloyd a confrontarsi e dialogare con la maggiori compagnie di navigazione italiane e a un serrato confronto con la concorrenza straniera. Evoluzione di scafi, di motori, degli usi del viaggiare che impegna da subito il Lloyd austriaco portando alla realizzazione di piroscafi destinati a segnare la storia della flotta: l’Helouan e il Wien, ad esempio. Le vicende del secolo passato mutano anche il destino di alcune delle navi passeggeri che diventano mezzi per il trasporto delle truppe, ospedali galleggianti, bersagli strategici. In parallelo il Lloyd e la Cosulich – di cui il fondo conserva documentazione – segnano il gusto di un’epoca, rappresentano modelli di stile ed esempi di evoluzione tecnica. E’ sulla Victoria, elegante e veloce, che viene installato il primo sistema di aria condizionata, mentre sui transatlantici Vulcania e Saturnia le cabine hanno, per la prima volta, terrazzi privati.
Dall’Ottocento la cucina del Lloyd era nota come la “più squisita”, nel tempo tutti i servizi sono divenuti rinomati. Belle le sale comuni e le cabine decorate con le opere di importanti artisti, spazi progettati da architetti di riconosciuta fama, accoglienza sempre a livello della grande tradizione alberghiera internazionale: questo è il filo conduttore se non di tutte della larga parte delle navi della compagnia.
Il Magazzino 26 con i suoi importanti spazi, ospita oggi più di 1.000 dei beni della raccolta tra modelli, pubblicazioni, dipinti, porcellane, argenti, grafiche, fotografie, oggetti, strumenti nautici, orologi, armi, carte geografiche, documenti.

 

Le sezioni

1. Trieste e il Lloyd: gli esordi
Dedicata ai ritratti dei fondatori e dei membri dei consigli di amministrazione della Società. Opere selezionate anche tenendo conto del rilievo degli autori: i dipinti recano le firme di Agujari e Scomparini. Vetrine con documenti e con gli atti delle diverse Fondazioni destinate a sostenere marinai e operai invalidi, vedove, orfani.

2. La compagnia di navigazione
Dai modelli dei primi scafi a pale fino a quelli a elica e vapore. Una ricca sezione con documenti, fotografie, stampe illustra l’avvio delle prime rotte, l’apertura dell’Arsenale, i progetti per la sede del Lloyd e le importanti infrastrutture realizzate, dalla ferrovia di collegamento da Vienna a Trieste al canale di Suez.

3. Navi e rotte
Sala dedicata ai più importanti modelli di nave dagli inizi del Novecento agli anni Settanta: dall’Helouan, realizzato dall’Arsenale triestino nel 1911, alla portacontainer Lloydiana. Acquarelli, dipinti, filmati, divise, volumi, documenti contestualizzano la crescita della flotta.

4. La galleria Klodic
Selezione dei tanti dipinti ad olio e pastelli dedicati alle navi del Lloyd da Paolo Klodic

5. Libertatem Testor/Lloyd Triestino
Nel 1919, con la fine della Grande Guerra, il Lloyd austriaco diventa Lloyd triestino. La flotta si ricompone a fatica, ma nel 1927 le navi tornano a battere la bandiera della Società e a percorrere le rotte di un tempo.
E’ Gabriele d’Annunzio a comporre il motto “Libertatem Testor” che Guido Marussig traduce graficamente con la visione di Trieste turrita.

6. Editoria e grafica
Sezione dedicata alla “III Sezione” del Lloyd, nata al fine di produrre e smerciare opere letterarie e artistiche. Vi sono esposte alcune delle prime edizioni e, soprattutto, la grande stagione della grafica pubblicitaria tra gli anni Venti e gli anni Sessanta. Sotto la guida di Astori, responsabile dell’ufficio stampa, operano artisti di primo piano, da Marcello Dudovich a Guido Marussig, Argio Orell, Oscar Hermann Lamb e molti altri.

7. Victoria I e Victoria II
Due navi che hanno segnato la storia della crocieristica. La Victoria I, cui la rivista Domus dedica un numero speciale per la modernità degli arredi, del design e degli interventi artistici, diventa la nave simbolo degli anni Trenta.

8. Stile di Bordo
La vita a bordo segnata dai pranzi, dalle pause nelle sale di lettura e scrittura, dalle passeggiate sui ponti animati anche da tanti giochi. La giornata trascorre attorno alle piscine, nelle verande e nei bar. Argenti, porcellane, dipinti, strumenti di bordo, grafiche, raccontano navi e viaggi.

9. Australia
Dedicata a una delle più importanti navi degli anni Cinquanta.

L’allestimento accompagna il racconto con un sapiente uso degli spazi e delle strutture preesistenti: le grandi vetrate diventano schermi per retropriezioni, i corpi illuminanti punti luce per i numerosi reperti esposti. Sempre sulla scia di un utilizzo sostenibile parti degli allestimenti delle precedenti mostre “Il mare dell’intimità” e “Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo”, trovano, mescolate e riadattate, una nuova funzione nell’attuale percorso. I colori dominanti sono quelli delle navi: il nero, il rosso e il bianco, dosati per scandire il racconto. Passaggi marcati dalle tinte e resi leggeri dal movimento di alcuni particolari: l’oscillazione dei pannelli con le onde, sospesi al soffitto, il gonfiarsi di alcuni veli sotto la spinta di piccoli movimenti d’aria.
Un percorso per temi che assicura la possibilità di una rotazione dei reperti esposti per consentire la più completa visione del patrimonio. Allo stesso modo, la didascalizzazione e anche gli apparati multimediali saranno variati e implementati nel tempo.
Difficile stabilire il pezzo più importante o la sezione più significativa: quello che emerge è la storia di una compagnia che è stata espressione di una città. Il Governatore Conte Stadion non esitò a dire, invertendo i rapporti, che “Trieste è il cuore del Lloyd”.