Domenica 11 febbraio alle ore 10,30 presso il Civico Museo del Mare di via campo marzio,5 incontro e visita guidata gratuita con il prof. Walter Macovaz dal titolo.
“La tratta dei cefali. Imbarcazioni da pesca dell’alto Adriatico“.


Negli inverni dal 1920 al 1960 circa, nelle insenature della costa triestina ed istriana si effettuavano delle grandi pescate di cefali, quando il pesce entrava nelle insenature  in cerca di cibo e di acque più calde.  Da qui nasce la “tratta”, la possibilità cioè di catturare enormi quantità di pesce con un’unica grande rete. I pescatori circondavano con la rete il banco dei pesci, le rete veniva chiusa e tirata a riva. I pesci erano talmente tanti  che venivano raccolti con ceste di vimini. In alto mare si pescavano con le “sacaleve” e le “bombine” . Quando il pesce era finalmente imprigionato veniva caricato su chiatte, mentre i carri, a terra, aspettavano a ridosso degli argini pronti a trasportare il pescato nei mercati. Questo veniva misurato a vagoni, ognuno dei quali corrispondeva a 100 quintali. Nel 1953 furono catturati 24 vagoni di pesce.


I cefali del  nostro golfo  erano molto pregiati e andavano ad arricchire le tavole imbandite del Natale. La memoria della tratta sembra scomparire con i primi anni Sessanta, ma diverse testimonianze la prolungano fino agli anni Settanta.