La bussola magnetica fu per secoli l’unico strumento – insieme alla navigazione astronomica- per orientarsi una volta persa di vista la linea costiera.

Di questo e molto altro vi parlerà domenica 13 maggio 2018 il prof. Walter Macovaz alle ore 10.30 presso il museo del mare di via campo marzio,5 ad ingresso libero.

Il grande sviluppo del traffici mercantili e delle costruzioni navali nel secolo del vapore e dell’acciaio generò a Trieste una miriade di attività legate al mare: dalle pitture ai cordami, dalla siderurgia alla lavorazione del legno, dai trasporti alle agenzie marittime, dalle assicurazioni ai palombari. Tra queste attività ricordiamo quella di Pietro Stolfa, costruttore di bussole ed altri strumenti per la navigazione. A metà 1800, con le navi i ferro, la bussola “perde la bussola” poiché oltre ai naturali scostamenti- declinazione e deviazione dovute alla variabilità del campo magnetico terrestre- la quantità di ferro dello scafo influisce sulle letture dei rilevamenti. Costruire una bussola affidabile richiedeva accurate lavorazioni meccaniche e una buona teoria supportata da tanta esperienza. Con i 1900 la bussola diventa girobussola e con il 2000 la bussola diventa virtuale sul nostro “smartphone”.